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L’IVA SUI BENI COVID NON TROVA PACE: LE ULTIME NOTIZIE DALL’UE

La Commissione Europea propone il taglio dell’IVA per tutti i beni e i servizi messi a disposizione di Stati membri e cittadini, in tempi di crisi. Una proposta legislativa che potrebbe nuovamente modificare la direttiva IVA su una lunga lista di beni e servizi utili nella lotta al Covid-19.

La proposta di esenzione appare nel comunicato stampa del 12 aprile 2021 e nasce per evitare che l’IVA possa costituire un fattore di costo negli appalti, mettendo a dura prova i bilanci più limitati.

La notizia, tuttavia, non è una vera e propria novità, ma un tema tormentato e di difficile gestione. Fin dall’inizio della pandemia, infatti, si ricercano soluzioni e agevolazioni al fine di lasciare determinati prodotti fuori dal campo di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto.

Dall’inizio della pandemia, spesso con evidenti difficoltà interpretative, si sono susseguite norme differenti: prima l’eliminazione dell’aliquota su alcuni beni fino al 31 dicembre 2020, poi il ritorno dell’imposta ma con una riduzione al 5%, a partire dal 1 gennaio 2021.

Se la nuova proposta di esenzione verrà approvata, dovrebbe diventare operativa già entro il mese di aprile e con effetto retroattivo fin dal 1 gennaio 2021. In tal caso, le farmacie dovranno nuovamente applicare l’esenzione iva ad alcuni prodotti, come i dispositivi di protezione individuale (DPI), sui quali ad oggi applicano ancora l’aliquota ridotta al 5%.

Nelle contorte dinamiche dell’esenzione rientrano anche altre categorie di prodotti. Nello specifico:

  • test diagnostici, materiali diagnostici e attrezzature di laboratorio;
  • dispositivi di protezione individuale (Dpi) come guanti, respiratori, maschere, camici, prodotti e attrezzature per la disinfezione;
  • antimicrobici e antibiotici, antidoti contro le minacce chimiche, cure per lesioni da radiazioni, antitossine, compresse di iodio;
  • prodotti del sangue o anticorpi; dispositivi di misurazione delle radiazioni; sviluppo, produzione e approvvigionamento dei prodotti necessari, attività di ricerca e innovazione, costituzione di scorte strategiche di prodotti;
  • licenze al settore farmaceutico, strutture di quarantena, sperimentazioni cliniche, disinfezione dei locali, eccetera.

La misura proposta dalla Commissione, una volta trasmessa al Parlamento e adottata dal Consiglio, si aggiungerà a tutte le altre già in vigore, come la sospensione dei dazi doganali e dell’Iva per l’importazione di mascherine e altri Dpi, l’esenzione iva temporanea per vaccini e test venduti agli ospedali, ai medici e ai privati, e per i servizi strettamente connessi.

Si ricorda che, in ogni caso, in Italia le cessioni di vaccini, di strumentazione per diagnostica Covid e le prestazioni di servizi strettamente connesse restano escluse dall’applicazione dell’IVA fino al 31 dicembre 2022.

di Agnese D’Amico

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